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sabato, aprile 23, 2005
SENSAZIONE
Nelle azzurre sere d'estate, io andrò per i sentieri,
Punzecchiato dal grano, a pestare l'erba minuta:
Sognatore, io ne sentirò la frescura ai piedi.
Io lascerò che il vento bagni il mio capo nudo.
Io non parlerò, io non penserò a nulla:
Ma l'amore infinito mi salirà nell'anima,
E io andrò lontano, molto lontano, come uno zingaro,
Nella Natura, felice come se fossi con una donna.
A.RIMBAUD
giovedì, marzo 17, 2005
The land of dream
Non sono morta.Sopravvissuta si all’inferno/inverno e al sonno cosmico paradossale, nel tempo che tutto concepisce e tutto è contro e ostile e striminzito.
Una vernice non è in grado di colorare l’impossibile.Altre tonalità.
I pigmenti del suo corpo mi scaldano molto più di involucri capovolti
Sussurrando un rap osceno e vagamente schizofrenico tra petali auspico ad un alba fresca mentre lascio una parte di me sorridente e dietro le spalle immagini scaricate nella cartella del secolo.Una grossa cartella infinita celeste clonata col bluetooth.
Presto o tardi il reale ci inculerà tutti. D’altronde.
Auspico l’estate che mi suda le mani.
postato da
gypsy |
15:40 |
martedì, gennaio 18, 2005
OF KISSES IN.SIDE Medea incantami nell'occidente di noia. Inquieta apparenza l’onnipotenza. Nel lento girotondo next week. Ci sarò. A metà strada avrò i piedi freddi. Miscela in parti uguali di zen e stress. Misture di aride speranze e desideri. Fasci catodici dilaniano il buio dentro video mistificatori con pigmenti di silenzio e vertigine. Al limite di note stonate un jazz disfatto. Shakespeare e Company ordinano un brik in arabo. Enterici sapori mi guidano verso nuovi percorsi felpati. 5% di amore nel mio iceberg psichico. Urlano labbra penetrate. Un bacio da seduttrice. Un abbraccio da vedova nera. Come spermatozoi che cercano di fecondare un uovo. Genuflessa ad angolo retto. Accostata al rosso del mio palato. Assisto bressonina all’nvenzione della leggerezza senza perdermi l’esplosione del box-office. Sarò a Seul sul podio dei 200 piani. Senza copione.Ma si, ma si. Dobruj degn
mercoledì, dicembre 15, 2004
Mi perdo nei tuoi respiri.Nei tuoi occhi.Mandorle amare. Frantumi i miei. Le mie labbra. Le mie paure.
giovedì, dicembre 09, 2004
O ggi come si fa ad accontentarsi della vicina di casa, quando il Media si pasce dei più begli esemplari dei cinque continenti? Come si fa a stupirsi che le città pullulano di scapoli quando si vede la merce esposta sui banchi del mercato elettronico? Come si fa a vivere quando c'è così tanto da consumare, quando non c'è più niente che non sia a portata di sguardo? Assisto affascinata ad una perfetta dimostrazione di tutto ciò grazie a una serie di video di Whitney Houston. Nei video di Whitney ci sono spesso dei fiori, sparsi qua e là in loft in cui lei non abita. Whitney gravita in questo universo sterile in compagnia di calici di champagne sempre pieni, rose Baccarat e scarpe Louis Jourdan. Whitney muta costantemente aspetto, abiti, si cambia trenta volte per video (che vita stancante, mai gli stessi indumenti per più di tre secondi di fila), eppure non cambia mai. In Whitney la fibra mimetica è brutalmente inibita. Inutile che si ostini a cantare I'm every woman: non è così affatto. Whitney è sempre imperturbabilmente uguale a se stessa, quali che siano le circostanze. Quando gira un film interpreta ovviamente se stessa, cioè una puttana platonica e sentimentale adibita a renderci più allegra la vita. Perlopiù viene presa. Nel senso di ripresa. Filmata, guardata, ammirata. Non viene mai toccata. Viene forse ascoltata? Comunque il suo scopo è questo: ha sempre un vocalizzo d'avanzo Whitney e non manca mai di sfoderare un arpeggio lì dove una nota basterebbe. E' un'interprete virtuosa, tutta pompe e niente opere. Impone alle melodie mutazioni vertiginose, tortuosità maniacali, dei Congo, dei Gange, dei Rio delle Amazzoni. E su questo impetuoso Potomac circolano tutte le epigone che le sono subentrate senza detronizzarla, le trinità di maliarde che drammatizzano la propria frigidità sullo sfondo di vele gonfiate da tempeste che esse stesse scatenano e cui non soccombono mai, le dame in ghingheri schiave dei propri stilisti, le tenutarie di serragli angelici frequentati da muscolosi eunuchi depilati, le caste bambole che il successo gonfia fino a farle scoppiare. Bum. E poi scopri che dietro questa splendida farsa cioè nella vita reale pare abbia problemi di tossicodipendenza e che si faccia pestare da un marito balordo! Ah però..
venerdì, novembre 26, 2004
Un
sorriso labbra di fragola
anabbaglianti nella notte.Occhi.Per me.
Io e te fantasmi infiniti
Ti dico sussurrandoti: riflettimi, solo luce e calore
88 ti basta mai
mi basta?
Una smorfia a labbra chiuse, sensazione come inghiottire acqua di mare.Ma è saliva
Mi dici sono qui per te.Mariposa.
Ho raccolto un sogno che cercava la notte, impercettibile sensazione dentro.
Ho attraversato l’oceano di ombre e non so, se ho paura di sognare o non ci riesco più
E tu mi sorridi bizantina.parli e sorridi.
Hai un dente rotto e guance calde
martedì, novembre 23, 2004
Gift

domenica, ottobre 31, 2004
Da
un lungo viaggio, è bello quando si ritorna.
Gli occhi lucidi, gli abbracci, il calore quello di sempre.
Mi è mancato. Si.
Ho visto volti strade nuvole e sabbia. L’oceano col suo canto alla sera e le risate tra amici: tutto questo voglio ricordare.
Qui. A casa.
lunedì, ottobre 18, 2004
Re-Wind
nel mio ectoplasma di pelle di serpente
invischiata
altalenando stagioni con tempi stagnanti
di passaggi in paesaggi
di acque chiaroscure riempio vasi
vorrei purificarne l’ opacità
fin sotto terra
ripercorrendo strade grigie
cambiando percorso ad ogni arcobaleno
cerco luce
1000 raggi e battiti al secondo
nel fondo c’è troppa sabbia che non arde
argilla che ricopre le mie mani
argilla che ricopre la mia anima
Trapasserò tra i passi
tra specchi deformanti
nei riflessi
mi rifletto
mi areno
ma non mi arrendo
..

martedì, ottobre 12, 2004
Tele
tesso e disfo e ritesso e ridisfo e nei fili mi aggroviglio. Cazzo li vendono sti gomitoli scadenti..
martedì, ottobre 05, 2004
Al Sangue
Mio fratello mi fa le smorfie cammina mani in tasca dietro di lui sorrido ed è Natale su di me dall’alto catene niente giochi nella mia sedia di legno congelata nei sepolcri dai miei sei anni resuscito gli stessi occhi prima comunione prima cresima sotto l’albero di arance si accende una sigaretta un uccellino torna nella gabbia con il richiamo da caccia dall’autostrada tra i palazzi la mia mano che apre la piccola porta lui piangeva se lo lasciavo volare nella stanza Dimmi come stai da quale stanza mi fai un segnale nella parete col pugno Dimmi se c'è ancora quel bambino che piangeva e se mai avra’ vinto alla guerra. Mio fratello mi fa le smorfie cammina mani in tasca dietro di lui sorrido ed è Natale.
lunedì, settembre 27, 2004
The Truman show
Inutilità riempiono mani vuoti a rendere spreco pensieri e parole mi aggrediscono ingombrando spazi l’universo mi osserva con i suoi occhi e io osservo Osservo la città, luci, prospettive perfette anonima soft-brazil mi seduce nella mia stanza la voce mi bacia le labbra E le stelle sempre li a guardare...
venerdì, settembre 24, 2004
Agli dei
Sii miraggio
nella notte
sii bellezza
senza umiliazione
sii perfetta
e sfuggi al declino
non hai imbarazzo
dammi gusto
artificio di giochi
pindarici voli
rifletti come specchi
emotività
calpesti foglie
di assoluto
non rinneghi
terra, mare, onnipresenza
ti svesti
musa beffarda
che cerca
con occhi
sorrisi e baci
la follia lucida le tenebre
di sogni
abbracci
sublimi illusioni
come stella danzante ti ho partorita
Acqua santa
nego
domenica, settembre 19, 2004
 ma tu sei una goccia che non cade e ritarda la mia guarigione come ultima frase da terminare...
venerdì, settembre 10, 2004
Parole in una giornata fresca ma (molto) noiosa
[agitare sempre prima dell’uso]
prosaico mosaico
lacrima un fiore
ho tolto dita da una spina
acqua santa, nego
primo giorno di scuola autobus rotto a caricamento
senza rumore il silenzio muore
di passaggi veloci
scatole vuote cercano scatole piene
1 scatola piena ama sentirsi leggera (cazzi suoi)
ottobre a bilbao coi voli del ventaglio
la leggerezza di un sorriso
senza dentifricio vince qualsiasi guerra (disarmante!)
una mano di bianco lava l’altra
una mano di nero leva l’altra che era sporca di bianco
vinobiancoleggerofrizzantefruttatotassoalcolicopalloncinoritiropatente
sussurrami porcate in lingua madre
curriculum vitae riformattati
fotografie tagliate divinamente
l’apprendista infermiera è una sirena che ha oltrepassato i limiti di velocità
(ritiro patente 2!)
sponda di dolore oltre il confine,
bassi fondi di solenoidi metallici
staglieno un euro dalla terra regalo perpendicolare
osso buco a bocadasse
il biscottificio abusivo era intestato al ladro di merendine
tagliate le mani al tizio di fronte che fa casino
operai strisciano in strade lastricate di notte
multati dalla vita
bitume bestia che gira a U in angolo retto
aggiungerei mani che gesticolano vistose
con bacchette magiche
un grazie
un oggi già ieri
(in local time)
domenica, settembre 05, 2004
No
te
a parole mischiate
aria calda e leggera
filanti seta e miele
freschezza nel corpo
a te
una rosa
di bimba
grandi occhi
che svuotano
se ne vanno
a fotografare
il silenzio
senza chiedere niente
El alem alla
sabato, settembre 04, 2004
Vorrei
una veste leggera stasera
seta e foglie
occhi chiusi
sorrisi sulle labbra mani che si inseguono nel buio
sogni insonni
insogni
e saliva giù nella gola
martedì, agosto 31, 2004
Uragano
Miss Bellezza
da Pietroburgo
stivali
scalpitanti
Giro
di boa
chiamata dai santi della Manciuria
killerbell
hai spalle forti e sottili
un panino al prosciutto
ecosolidale
e labbra canotto
Vorrei stare
in canotto
con
te
Io sottomarino
in bufera
venerdì, agosto 27, 2004
Circumnavigo
te
isola
nel periplo
La vertigine
supera la follia
Per la notte
frescura
al punto
giusto
Senza ritorno
Senza rotta
Dirottami
dentro nasse vergini
Rinfrescami con poche gocce
Cassiopea
Scintilla di lacrima
in cesti di paglia
fatti a mano
Mia vergine
mercoledì, agosto 25, 2004
La bellezza
sfugge al declino
venerdì, agosto 20, 2004
Regalo
un occhio di ambra
a chi non vede
(uno..sai com'è)
mercoledì, agosto 11, 2004
Non voglio essere volgare,
incazzata o rompicogliona
teste di cazzo che non siete altro!
Ma fatemelo dire
Fanculo!
(urlato dal ponte nave)
lunedì, agosto 09, 2004
(con te) partirò
porto Scacchi & Tarocchi.. (si sa mai)
domenica, agosto 08, 2004
Ai mercanti d’arabia
regalo
smarrite mandrie di pecore
in bianche tazze
sabato, agosto 07, 2004
Addio
Falò sulla spiaggia..
(governo ladro?)
giovedì, agosto 05, 2004
Darò
filati di seta
ai filistei in esilio
stasera
sotto le tamerici scure
in cambio di gemme di grano e fieno greco
lunedì, agosto 02, 2004
le meglio difficoltà
sono le meglio
(atto tratto da: la meglio gioventù bruciata)
mercoledì, luglio 28, 2004
Roba da stare male
L’altro giorno ho rivisto uno dopo l’altro Bound e Femme Fatale così, tutta d’un pezzo. Madonna, oh Corki! che per fortuna non ero sola. Margot coi bacini sugli occhi non mi faceva vedere lo schermo. E poi giocava coi miei capelli. E si accucciava sopra di me. Vany tentatrice, quella scena del torbido inganno, ti è venuta proprio bene.Uhmm.. Senti ma., rifarla?
Di Femme Fatale mi piace sempre la trama.
Del vestito. Nella scena del bagno.
martedì, luglio 27, 2004
I Tamagogi
Chiameranno
Faranno il ruttino
Faranno la cacca
I Tamagogi ringraziano
lunedì, luglio 26, 2004
Mare profumo di mare
cercasi si consiglia leasing boat
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